martedì 5 gennaio 2016

Storia di ordinaria follia nella ricerca di un impiego




Il 23 Dicembre chiamo un numero per un annuncio di lavoro a Genova e mi risponde un signore di una certa età con un forte accento napoletano. Mi fa un po' di domande, età compresa, e mi dice di risentirci il 4 gennaio perché sta partendo per Napoli per passare le feste. Chiamo il giorno fissato e mi rifà le solite domande, età compresa, e mi dice di richiamarlo l'indomani mattina, cioè oggi, per fissare un appuntamento. Richiamo e mi rifà le solite domande (non credo ci siano tante fiorentine che abitano a genova e che lo abbiano chiamato 3 volte e ogni volta ho detto che ci eravamo già sentiti e mi aveva detto di richiamare) e poi mi dice: eh, ma noi cerchiamo apprendiste.
...

"Mi scusi, ma poteva dirmelo il 23 Dicembre quando ci siamo sentiti la prima volta visto che mi ha fatto richiamare anche ieri ecc ecc"
"eh ma ci sono gli sgravi fiscali"
Tra mandarlo a quel paese e augurargli buona fortuna ho preferito la seconda perché sono una signora!


Un paio di settimane prima trovo un annuncio dove cercavano una "dama di compagnia" per il figlio disabile su sedia a rotelle, 900 euro al mese, dal martedì al venerdì, dalle 15.00 alle 20.00, contattare solo via skype.
Mi scarico skype, scrivo alla tipa e dopo qualche ora mi contatta. La sentivo in cuffia che mi chiedeva di accendere la web insistentemente; le rispondo che non ho la web, ma che avevo risposto all'annuncio e lei insisteva che voleva vedermi. Mi appare una bionda ultrasettantenne pesantemente truccata che mi dice "ma va a pijartelo nel c..." e chiude.
Ci sono rimasta di stucco.

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